Università degli Studi di Roma
"La Sapienza"
Forma Italiae
Forma Italiae: la storia
 

L'idea di una Carta Archeologica d'Italia viene formulata nel 1885, in occasione della prima riunione della Direzione di Antichità e Belle Arti del Ministero della Pubblica Istruzione. Dopo un lungo periodo di gestazione ed un dichiarato fallimento dell'impresa, nel 1923, soprattutto grazie all'impegno di Giuseppe Lugli, la Carta Archeologica d'Italia diviene una delle imprese scientifiche promosse, sotto l'egida dell'Accademia dei Lincei, dall'Unione Accademica Nazionale, con il nome di Forma Italiae. Nel 1926 esce il primo volume della omonima collana editoriale. Dal 1965 il CNR finanzia l'iniziativa, oggi condotta dall'Università di Roma "La Sapienza", sotto la direzione di Paolo Sommella e con il patrocinio dell'Union Académique Internationale.

La Forma Italiae (quarantatre volumi pubblicati, due in stampa e due in preparazione) si basa dunque su presupposti metodologici di tradizione secolare ma che si sono sviluppati negli ultimi anni con esperienze che possono essere considerate d'avanguardia nel panorama anche internazionale della ricerca archeologica applicata sul territorio. La finalità, mai modificata, della Forma Italiae - e cioè la redazione di un vero e proprio catasto archeologico, utile per la ricerca storica ma fondamentale per la tutela dell'eredità culturale dell'antico - fornisce un solido e allo stesso tempo inconsueto strumento di approccio alle discipline storiche ed archeologiche, poiché si basa più che sugli scavi sull'accurata analisi diretta sul terreno.

Su questi presupposti è stato messo a punto un sistema integrato di studio e documentazione, poi sviluppato nella definizione e nella messa a regime di un Sistema Informativo Territoriale in grado di gestire un'imponente massa di dati: quantitativamente rilevante ove si consideri semplicemente la "presenza" dell'antico sul territorio; qualitativamente eccezionale nelle possibilità di ingresso differenziato all'interno di una base di dati in grado di gestire dal contesto comprensoriale al dettaglio del singolo scavo archeologico. Scelta di base e caratteristica irrinunciabile del metodo della Forma Italiae è il riporto puntuale delle emergenze archeologiche, nel quadro della documentazione globale dei reperti scomparsi o comunque non più visibili ma documentabili attraverso la bibliografia e i dati di archivio.


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